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  • Alla ricerca dell'Olio Extravergine d'Oliva

    22/10/2019

    L’utilizzo dell’Olio EVO (Olio Extravergine d’Oliva) risale a millenni prima di Cristo. Non solo ha allietato banchetti e interessato l’alimentazione dell’uomo, ma ha accompagnato ed accompagna pratiche di diverse religioni. Si viaggia nel tempo con l’Olio Evo e i suoi utilizzi: dagli eroi dell’Iliade e dell’Odissea, passando per Greci ed Etruschi sino ai Romani. Oltre ad essere fondamentale per la nostra cultura culinaria e salutare per il nostro benessere, l’olio trova spazio anche nella nostra cultura, come musa ispiratrice, in particolare modo nella poesia.
     
    L’Olio Evo è un alimento insostituibile. Punto cardine della dieta mediterranea, è ricco di acidi grassi monoinsaturi e antiossidanti, fenoli e tocoferoli, rispettivamente sostanze derivate dagli idrocarburi aromatici e antiossidante naturale, che prevengono le malattie cardiovascolari e contrastano l’aumento del colesterolo cattivo. L’Olio Evo è uno degli alimenti più ricchi di vitamina E e i tocoferoli hanno benefici a livello terapeutico e preventivo, quali favorire il rinnovo cellulare, favorire l’assimilazione di proteine, prevenire la comparsa di cellule tumorali, prevenire e proteggere dai radicali liberi. Alcuni studi hanno rilevato che i tocoferoli possano proteggere l’organismo da malattie legate allo stress ossidativo.
     
    In questo periodo la concentrazione nei campi di oliveto è altissima. Da qui dipendono i mesi successivi per la nostra salute. È il periodo della produzione del nostro “oro verde”: il profumo inebria le nostre campagne, i campi si riempiono di scale, e una volta in cima hai un contatto diretto con quell’albero, a volte secolare, che ha tante storie da raccontare e tanti frutti da regalare. Dal suo frutto viene estratto meccanicamente l’unico olio che possa essere consumato senza subire processi di raffinazione. Si ottengono diversi tipi di olio a seconda del grado di acidità raggiunto e al tipo di lavorazione. Perciò distinguiamo tra olii d’oliva vergine e olii d’oliva, tra i quali l’olio d’oliva vergine extra con acidità libera in acido oleico del 98%.
    Olio d’oliva vergine: acidità libera in acido oleico del 2%
    Olio d’oliva lampante: non destinato al commercio diretto in quanto l’acidità supera il 3,3%
    Olio di oliva: olio ottenuto dal taglio di olio d’oliva raffinato con olio di oliva vergine, la sua acidità libera in acido oleico non deve superare l’1%
    Olio di sansa di oliva: olio ottenuto da un taglio di olio di sansa di olivo raffinato e olio di oliva vergine, acidità 1%
    Olio di oliva raffinato: non destinato al commercio diretto, olio ottenuto dalla raffinazione di olii d’oliva vergini, acidità massima 0,3%
    Olio di sansa di oliva greggio: non destinato al commercio diretto, olio ottenuto dalla raffinazione dell’olio di sansa di oliva greggio, acidità massima 0,3%
    È importante perciò fare una distinzione tra oli vergini e olii raffinati.
     
     
    È innegabile che nel nostro territorio non ci sia famiglia che non sia direttamente a contatto con questa ricchezza che tiene alto il nome della nostra terra. Si cerca di tramandarlo di padre in figlio questo patrimonio ricco di cultura e storie, affinché possa rimanere il punto di riferimento nonché di benessere per la nostra salute e per la nostra economia. Questo periodo lo viviamo attivando tutti i sensi, in particolar modo la vista, l’olfatto e il gusto, in quanto l’olio è contraddistinto da un colore verde smeraldo e da un profumo avvolgente e marcato di olive appena frante che invade tutto intorno. L’oro verde è vanto ed orgoglio della nostra terra da preservare.

    Giovanni Landriscina